PRONTO INTERVENTO
Roberto Massai
Cell.  3404120737
Una piccola riflessione:
dobbiamo ritenerci davvero fortunati a vivere in una società che tutela ogni essere e che ha rispetto per la salute e l’ambiente.
Le stesse autorità sono impegnate e si attivano in favore degli animali e contro ogni forma di inquinamento del nostro territorio.
Negli ultimi tempi è sempre più aumentata la sensibilità per un ambiente sano attraverso l’introduzione della raccolta differenziata, il riciclaggio e il risparmio energetico, nel tentativo di ridurre le emissioni nocive in atmosfera.
Tutte iniziative lodevoli, ma in tutto questo che posto occupano gli alberi?
Mille sono gli entusiasmi, si pianta in ogni dove, a volte senza il minimo criterio e dopo… ognuno si comporta come gli pare!
Esistono addirittura regolamenti comunali a tutela del verde, ma l’ unica preoccupazione che suscitano gli alberi è quella dell’eventuale loro crollo.
Se poi si aggiunge al tutto l’incompetenza di taluni che eseguono determinati lavori e se si pensa che l’unico criterio seguito da chi li commissiona è quello dell’economicità, appare chiaro il motivo per cui si debba assistere a “certi scempi” che, visto il numero, potremmo definire una “vera mattanza”.

Non importa tutelare alberi cosiddetti monumentali solo perché secolari; ogni pianta potrebbe diventare tale, basterebbe saper aspettare e semplicemente lasciarla in eredità al futuro; ce lo confermano alberi che possono vivere per secoli ed essere goduti da più generazioni: avrebbero solo bisogno della nostra ammirazione e salvaguardia come fossero un patrimonio di cui andare fieri.
E invece quanti alberi che somigliano a dei totem, quanti alberi che sembrano attaccapanni, quanti alberi che assumono senza volerlo ma grazie a mani inesperte, la forma di candelabri, palle e supposte!!

Non dimentichiamolo mai: gli alberi, come ogni altro vegetale, sono esseri viventi proprio come noi; peccato per loro che, a differenza nostra, non possono parlare, lamentarsi o scappare,altrimenti….

Si sono adattati ed evoluti per millenni ed è un vero peccato che non riescano a sopravvivere alla peggiore delle minacce: “l’ ignoranza dell’uomo”.
O per meglio dire: l’ingratitudine dell’uomo perché ognuno di noi dovrebbe essere grato ad ogni singolo albero che incontra solo per l’ossigeno che tutti i giorni regala e che permette di respirare e vivere. In più, gli alberi consumano anidride carbonica e, teniamo presente che un albero adulto di media grandezza riesce a produrre l’ossigeno necessario al fabbisogno di 10 persone!

Tenendo conto di tutto ciò pare assurdo e inutile sottostare alle cosiddette targhe alterne o camminare le domeniche a piedi e poi andare a farsi una bella passeggiata lungo un viale o un parco pieni di alberi distrutti, capitozzati o, peggio ancora, ridotti a pali del telefono!
La speranza è quella di cominciare a vedere gli alberi per quello che sono, soprattutto per noi e cioè AMICI e che, ogni qual volta uno di loro venga “amputato” o ancor peggio abbattuto, dovremmo rattristarci e soprattutto indignarci.
 
 
giardinaggio e arboricultura